1935–2025
La Nostra Storia
Storia di una famiglia, di una donna, di un vigneto che cresce.
“Il mio prodotto è puro e senza condizioni: pigio l’uva e faccio il vino. Tutto qui, semplicemente.”
Fiorella Bertino
1935
L’Anno Zero
La famiglia Bertino acquista il primo piccolo vigneto in Langa, un appezzamento di appena una collina, ma con un’esposizione perfetta. È l’inizio di una storia semplice e contadina, fatta di mani ruvide, attese e vendemmie piccole ma preziose.
1940–1960
La Vite come Identità
La famiglia cresce, e con essa si allargano anche i vigneti: nuovi filari prendono forma tra le colline della Langa e del Roero, disegnando il paesaggio e segnando il passare del tempo. La parola “vino” smette così di essere soltanto un mestiere tramandato: diventa passione condivisa, senso profondo di appartenenza, legame con la terra ed eredità viva, custodita e rinnovata di generazione in generazione.
1963
Nasce Fiorella
In una famiglia in cui la terra detta il ritmo delle stagioni e il lavoro segue il respiro della natura, nasce Fiorella Bertino. Fin da bambina cresce tra la penombra della cantina e la luce dei filari, osservando, ascoltando e imparando che il vino non è qualcosa da semplicemente produrre, ma da custodire con pazienza, rispetto e memoria, come un racconto che matura nel tempo.
1995
La Prima Vinificazione Curata da Fiorella
Giovanissima, muove i primi passi seguendo la sua prima micro-vinificazione: un Nebbiolo e un Arneis nati da piccole quantità, ma già capaci di raccontare molto di più di una semplice prova. In quei vini iniziali emerge con chiarezza la sua firma stilistica: precisione assoluta, pulizia aromatica, profondità espressiva, e una scelta netta, fin dall’inizio, di non scendere mai a compromessi.
2009–2010
L’Eleganza del Bianco
La famiglia estende la propria presenza verso i Colli Tortonesi, un territorio autentico e ancora poco raccontato, dove il Timorasso torna lentamente a farsi protagonista dopo anni di silenzio. Fiorella, ormai giovane e consapevole, si innamora di questo vitigno austero e nobile, ne riconosce il carattere profondo e la forza identitaria, intuendone con sensibilità e visione il grande futuro che lo attende.
2010–2018
La Ricerca della Purezza
Fiorella lavora tra Langa, Roero e Tortona, muovendosi con curiosità e rigore tra territori diversi, sperimentando cru, micro parcelle e selezioni sempre più mirate. Ogni vigneto diventa per lei un dialogo, ogni vendemmia un’occasione di ascolto e comprensione profonda della materia.
“Quella ragazza che sente il vino prima ancora di assaggiarlo.”
2019
La Svolta: l’Oltrepò Pavese
Con un passo audace la famiglia acquista una proprietà in Oltrepò Pavese, una zona capace di dare alcuni dei migliori Pinot Nero d’Italia. Fiorella guida immediatamente la riconversione agronomica e decide di puntare su Pinot Nero, Pinot Grigio e Riesling Renano. È qui che nasce la sua firma stilistica più riconoscibile: verticalità, freschezza, finezza assoluta.
2020–2024
L’Identità Prende Forma
Le prime bottiglie della nuova era portano un nome che è insieme radice e promessa: FIORELLA BERTINO. Il marchio inizia a rappresentare quattro territori, quattro anime: Langa, eleganza e potenza. Roero, sabbie fini e delicatezza. Timorasso dei Colli Tortonesi, profondità minerale. Oltrepò Pavese, verticalità nordica e nobiltà dei vitigni d’Oltralpe.
2025
Oggi: la Firma di una Donna
Il marchio FIORELLA BERTINO non è una semplice etichetta. È l’eredità di una donna che porta nel vino il carattere che la definisce: perfezionismo ossessivo, rispetto totale della vigna, zero scorciatoie, vini che raccontano il silenzio delle colline. Oggi il marchio è la somma di 90 anni di storia familiare, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo: un vino femminile non nel gusto, ma nella visione. Preciso, elegante, indimenticabile.
Dal 1935, la famiglia Bertino coltiva vigne tra Langa, Roero e i Colli Tortonesi. Nel 2019, con l’ingresso in Oltrepò Pavese, Fiorella Bertino guida una nuova era dedicata ai vitigni nobili europei: Pinot Nero, Pinot Grigio e Riesling. Il marchio FIORELLA BERTINO rappresenta oggi quattro territori e una sola identità: eleganza, precisione, autenticità.
Nelle sue parole
Mi chiamo Fiorella Bertino e sono un’artigiana dell’uva. Mi piace accompagnare il grappolo nel raccontare la sua storia attraverso il vino. Ascolto ogni grappolo, me ne prendo cura e lo aiuto a fare in modo che il suo canto nel bicchiere sia sempre diverso, rappresentativo di ogni annata.
Per me il vino significa famiglia. È un legame viscerale che parla di famiglia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di ricerca, scoperta e curiosità.
La mia storia è la storia della mia famiglia. Parte dall’esperienza piemontese, la mia e quella dei miei, e si evolve di generazione in generazione, grazie alle competenze acquisite in anni di lavoro nella ricerca di tecniche e stili diversi, per una maggiore consapevolezza della sostenibilità.
In ogni bicchiere si assapora il lavoro di mio nonno, di mio padre e di ogni membro della famiglia che ha contribuito, anche solo un poco, a far crescere questa azienda.
La mia passione è nata da bambina, guardando le mani di mio padre. Lui, a sua volta, aveva imparato a curare la vigna da suo padre e da suo nonno. È un’eredità di famiglia, tramandata senza segreti di generazione in generazione.
Il mio prodotto è puro e senza condizioni: pigio l’uva e faccio il vino. Tutto qui, semplicemente.
Oggi, come titolare dell’azienda, mi occupo della parte agricola. Produco ogni bicchiere di vino cercando di esprimere l’incontro perfetto tra la mano che lo produce e il gusto di chi lo assaggia, l’incontro tra le nostre terre magiche e il mio sapere artigiano.
Fiorella Bertino